Risposta ass.regionale Amirante
Ecco la risposta dell'ass. regionale, Cristina Amirante, alla nostra richiesta di intervento per fare un ultimo tentativo con RFI al fine di tenere aperto un varco per i pedoni all'avvio del cantiere per il sottopasso di viale Lacchin
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Rossana Casadio
4/30/20263 min read
In data 21 aprile 2026 ci è arrivata la risposta dell’ass. regionale Cristina Amirante, alla quale il gruppo PD-SPS aveva inoltrato la segnalazione dettagliata di tutte le criticità relative ai futuri lavori per la chiusura del passaggio a livello di viale Lacchin in vista del cantiere di giugno.
Purtroppo la risposta, che riporta in forma integrale il riscontro pervenuto da Rete Ferroviaria Italiana, non lascia speranze. Qualsiasi ipotesi avrebbe infatti comportato evidenti criticità operative non percorribili per la gestione di un cantiere in sicurezza.
Riteniamo che quest’ultimo tentativo con l’assessore regionale alle infrastrutture andava comunque fatto e ringraziamo per l’esposizione tecnica dettagliata.
Ovvio a questo punto che in mancanza del completamento della gronda est si prospetta un lungo periodo di gravissime ripercussioni su tutta la zona gravata da quelli che saranno i pesanti flussi del traffico, livelli di inquinamento compreso, nonché grandi disagi per i pendolari.
Ovvio anche che il disastro sarà anche conseguenza di colpe di chi come amministratore avrebbe potuto affrontare con decisione, come la realizzazione di una minirotatoria al posto del semaforo all'incrocio viale Lacchin con via Ponte Lacchin (c'erano tre alternative progettuali di cui due senza abbattimento della villetta ex Enel) e pure di chi con vista miope ha voluto un sottopasso budello, percorribile solo a senso unico con semaforo, verso Topaligo che era zona in forte espansione edilizia come oggi si vede.
Cogliamo favorevolmente l’invito dell’ass. Amirante che, preso atto di tale quadro tecnico, sia almeno “opportuno lavorare su misure di mitigazione” compresa l’utilità di pervenire a migliorie anche confrontandosi con la cittadinanza tutta tramite “una consultazione pubblica”. E’ infatti ciò che già avevamo fatto con l’assemblea indetta due mesi fa a Cavolano dove già i cittadini presenti avevano saputo proporre ad es. un diverso tempismo al semaforo del sottopasso di Topaligo.
Ribadiamo dunque l’invito già fatto anche in consiglio comunale, di indire un’assemblea pubblica per tutta la cittadinanza sia per spiegare ora nei dettagli le fasi e i tempi che si prospettano, sia per raccogliere altri eventuali suggerimenti atti appunto almeno a “mitigare” la tempesta all’orizzonte.
ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA DELL'ASS.AMIRANTE:
Oggetto: Sottopasso ciclopedonale di Sacile – riscontro
con riferimento alla segnalazione relativa alla realizzazione del sottopasso ciclopedonale di Sacile, si trasmette di seguito, in forma integrale, il riscontro pervenuto da Rete Ferroviaria Italiana, utile a chiarire il quadro tecnico e le criticità evidenziate.
RFI rappresenta che: “le opere sostitutive del passaggio a livello, costituite da un sottovia ciclopedonale, non consentono di mantenere in esercizio, neppure per il solo transito pedonale, il passaggio a livello stesso. Il progetto, infatti, prevede la realizzazione del sottovia sostanzialmente in asse con l’attuale PL, con rampe di risalita parallele ai binari. Le opere definitive occupano pertanto integralmente la carreggiata stradale in corrispondenza del passaggio a livello.
In particolare, sul lato sud, in prossimità di via Topaligo, è prevista la realizzazione di un monolite da infiggere sotto la sede ferroviaria, con un impatto significativo legato a scavi profondi circa 5 metri necessari per la creazione della fossa di varo.
Per quanto riguarda la fase di cantiere, RFI evidenzia che sarà possibile unicamente valutare una fasizzazione delle attività iniziali, in particolare quelle di cantierizzazione e di bonifica da ordigni bellici, al fine di posticipare di alcune settimane o mesi la chiusura totale del passaggio a livello rispetto all’avvio dei lavori. Una definizione più puntuale potrà avvenire solo in fase esecutiva, garantendo comunque le necessarie condizioni di sicurezza.
Con riferimento all’ipotesi alternativa di utilizzo del sottopasso ferroviario esistente presso la stazione, RFI segnala che tale soluzione non risulta percorribile. Il sottopasso, infatti, non è passante, ma si interrompe al marciapiede a servizio del terzo e quarto binario. Per consentire il collegamento pedonale tra tale marciapiede e via Topaligo sarebbe necessario mettere fuori esercizio il quarto e il quinto binario (tronchino) per tutta la durata dei lavori.
A seguito di approfondimenti con la Direzione Circolazione, sono state evidenziate rilevanti criticità operative:
• i binari utilizzabili per il servizio viaggiatori si ridurrebbero a due (1 e 3), in quanto il binario 2 è privo di marciapiede;
• in alcune fasce orarie il binario 1 non è utilizzabile dai treni della linea Mestre–Udine, essendo destinato alle manovre della linea Sacile–Maniago;
• la gestione dei treni con capolinea a Sacile risulterebbe fortemente penalizzata;
• la linea è interessata da un significativo traffico merci, difficilmente gestibile con la ridotta disponibilità infrastrutturale;
• l’impatto complessivo comporterebbe una revisione sostanziale dell’orario ferroviario e una riduzione dell’offerta di oltre il 50%, con ripercussioni a scala nazionale, incompatibili con le modalità ordinarie di pianificazione del servizio.
Alla luce di quanto sopra, RFI conferma pertanto l’impossibilità di garantire soluzioni alternative funzionali durante la realizzazione dell’opera.
Preso atto di tale quadro tecnico, come assessore regionale ritengo opportuno lavorare su misure di mitigazione, in particolare per quanto riguarda gli spostamenti degli studenti, valutando lo spostamento della fermata del trasporto pubblico locale da via Bertolissi a via Di Vittorio, così da consentire percorsi pedonali più brevi e sicuri e comunque dopo una consultazione pubblica sulle possibili misure mitigative.
Rimanendo a disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti, si porgono cordiali saluti.
Cristina Amirante, Assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio
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