Mozione 13/08/26 Miglioramento visibilità del PUA

Il Punto Unico di Accesso presso la sede temporanea della Casa della Comunità di Sacile si trova dietro una porta chiusa come un qualsiasi ufficio, mentre dovrebbe essere immediatamente visibile a chi accede alla CdC. Inoltre mancano totalmente indicazioni se non un foglio A4 appeso alla porta chiusa. Questo non ottempera a quanto stabilito per le caratteristiche di un PUA come riportate in tutti gli atti ufficiali su questo nuovo e fondamentale servizio nelle CdC.

CONSIGLIO COMUNALE

Rossana Casadio

8/12/20263 min read

AL PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE
Gerlando Sorce
AL SINDACO del COMUNE di SACILE
Carlo Spagnol

Sacile, 13/08/2026

Mozione

Oggetto: miglioramento visibilità del PUA e relative informazioni

Il gruppo consiliare PD-SPS

PRESO ATTO
- che il Documento di indirizzo per il Metaprogetto della Casa di Comunità 2022 redatto da Ministero della Salute, Italiadomani Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali e Politecnico di Milano, al punto 3. Metaprogetto Funzionale, si sottolinea come “la missione di questa struttura sanitaria pertanto è prendersi cura delle persone fin dal momento dell’accesso, attraverso l’accoglienza dei cittadini”;
- che vanno assicurate “la risposta e la garanzia di accesso unitario ai servizi sanitari, attraverso le funzioni di assistenza al pubblico e di supporto amministrativo-organizzativo ai pazienti svolte dal Punto Unico di Accesso (PUA)”;
- che nell’allegato alla delibera n°1007 del 10 luglio 2026, Fondo Nazionale per la non autosufficienza, documento programmatico della Regione FVG per il triennio 2025-2027 si sottolinea “La necessità di garantire ai cittadini la massima accessibilità ai servizi ed agli interventi di cui hanno bisogno, assicurando al contempo risposte efficaci ai loro problemi sociali e di salute, ha portato alla definizione di un sistema integrato e organizzato di accoglienza, conoscenza, orientamento e/o presa in carico dei bisogni sociosanitari dei cittadini”;
- che “Il PUA è, in questo caso, il luogo dell’accoglienza sociale e sociosanitaria, è la porta di accesso alla rete dei servizi e delle risorse territoriali, la modalità organizzativa dei servizi di accoglienza e orientamento tra Comune e Distretto, istituita per garantire pari opportunità d’accesso alle informazioni e ai servizi sociali e sociosanitari a coloro che ne abbiano necessità. È organizzato e svolge le proprie funzioni (di orientamento, informazione, valutazione e avvio della presa in carico) su tre livelli: front office, back office di I livello e back office di II livello”;
- che per la Casa della Comunità “in relazione ai flussi principali si predilige la presenza di un unico ingresso utenti centrale e riconoscibile che possa indirizzare le persone verso l’accoglienza principale” che rappresenta “il sistema distributivo per le varie funzioni presenti nella struttura”;
- che con determinazione del 12 giugno 2026 l’Ambito ha provveduto ad assegnare per 6 ore un dipendente con profilo di assistente sociale presso il PUA della Casa della Comunità di Sacile;

CONSIDERATO
- che, se dalla più recente dichiarazione del DG dell’Asfo, dott. G.Tonutti, che la consegna del nuovo edificio potrà avvenire a fine 2027, non vi è però ad oggi certezza sulla previsione di avvio della piena operatività e, pertanto, si presume che l’ubicazione attuale del PUA resti tale ancora per molto;
- che questa attuale ubicazione non si presta a rappresentare l’importante primo servizio di accoglienza perché non si trova in un “punto strategico e facilmente individuabile” dagli utenti in quanto non si differenzia da un qualsiasi ufficio chiuso dietro una porta, modalità che disattende a tutte le indicazioni date dai vari atti ufficiali relativi all’accesso del cittadino nella Casa della Comunità;
- che non vi sono nemmeno indicazioni in forma di cartelli ben visibili posizionati all’entrata della odierna CdC, e nemmeno ai due lati del corridoio in cui si trova il PUA, che riportino per esteso la definizione del servizio in modo da essere immediatamente comprensibile per il cittadino;
- che ricorrere al servizio non è cosa semplice come lo sarebbe se lo stesso godesse di apertura regolare, cioè seguendo le indicazioni date per i PUA delle Case della Comunità di sei giorni su sette e con orario raccomandato dalle 8.00 alle 18.00, al contrario, il cittadino deve informarsi su aperture o di mattino o di pomeriggio, in quali ristrette fasce orarie sia previsto il libero accesso e in quali per appuntamento, e in quali giorni e orari sia poi collocata la presenza dell’assistente sociale;
- che il foglio A4 applicato sulla porta chiusa indica giorni e orari di apertura ma non indica giorni e orari della presenza dell’assistente sociale;
- che il locale chiuso dove si trova il Punto Unico di Accesso è realizzato anche in parte da elementi non murari, bensì in forma di divisori e in quanto tali facilmente rimovibili;
- che la caratteristica fondamentale dell’immediata visibilità del Punto Unico di Accesso corrisponde al suo precipuo compito di “accoglienza e orientamento”, propriamente definita infatti attività di “front office”;

tutto ciò premesso si IMPEGNANO il SINDACO e la GIUNTA

ad inoltrare richiesta ufficiale presso l’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale al fine di:

1) collocare idonea informazione in forma di tabelle ben leggibili recanti la scritta per esteso “Punto Unico di Accesso” all’entrata della attuale Casa di Comunità di Sacile, nonché ai due lati del corridoio a metà del quale si trova il servizio;

2) esporre idonea informazione ben leggibile oltre che con giorni e orari di apertura del PUA anche con giorni e orari in cui vi sia la presenza dell’assistente sociale;

3) convertire ed adattare la collocazione del Punto Unico di Accesso al fine di acquisire una forma strutturale corrispondente alla sua reale caratteristica fondamentale dell’immediata visibilità e al suo precipuo compito di accoglienza e orientamento.

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