Interrogazione 21/04/26 Quale integrazione tra Asfo e Comune per la CdC?
Tra le particolarità dei nuovi servizi offerti alla cittadinanza nelle Casa della Comunità assume importanza proprio la sinergia tra salute e sociale. Perciò la figura dell'assistente sociale assume un ruolo fondamentale accanto agli operatori sanitari. Nello specifico dovrà essere presente anche al Punto Unico di Accesso. Per definire le presenze andava fatto apposito accordo tra Asfo e Comune entro il 30 marzo c.a.
CONSIGLIO COMUNALE
Rossana Casadio
4/22/20263 min read
AL PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE
Gerlando Sorce
AL SINDACO del COMUNE di SACILE
Carlo Spagnol
Sacile, 20/04/2026
Interrogazione
Oggetto: Modalità di integrazione fra il Distretto del Livenza e i Servizi sociali del Comune di Sacile per la governance e la gestione delle attività della Casa dellaComunità, e piano operativo degli interventi e i servizi offerti dalla stessa
Il gruppo consiliare PD - SPS
PREMESSO
- che nelle LINEE ANNUALI PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE PER L’ANNO 2026 per le Case della Comunità si pone in capo alle Aziende sanitarie e agli Ambiti territoriali alcuni adempimenti condivisi per la realizzazione dell’integrazione nelle CdC. Per adempiere a tali previsioni vanno costituite le Cabine di regia, strumenti di coordinamento e raccordo fra la Direzione sociosanitaria delle Aziende sanitarie e i rispettivi Ambiti territoriali, che dovranno definire le modalità di integrazione fra i Distretti e i Servizi sociali dei Comuni per la governance e la gestione delle attività della CdC, mentre, su un piano operativo, i Distretti e i Servizi sociali dovranno definire, un primo piano operativo degli interventi e i servizi offerti dalle CdC, dettagliato per ciascuna CdC attiva sul territorio di competenza, da sviluppare anche in funzione dei percorsi partecipativi e di coprogrammazione avviati;
- che l’Atto di formalizzazione della Cabina di Regia, sottoscritto dagli Ambiti Territoriali e dalla Aziende Sanitarie, prevedeva come scadenza il 28/02/26;
- che l’evidenza di un accordo formale sulla governance e la gestione integrata della CdC, nonché l’evidenza di un Piano per gli interventi per ciascuna area distrettuale prevedeva come scadenza il 31/03/26;
- che nelle LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI PER L’ATTIVAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DELLE CASE DELLA COMUNITA’ il Punto Unico di Accesso (PUA) viene definito come il sistema integrato e organizzato di accoglienza qualificata, orientamento e/o presa in carico dei problemi sanitari e sociosanitari dei cittadini e nasce per garantire ai cittadini la massima accessibilità ai servizi ed agli interventi di cui hanno bisogno e per ricevere la migliore risposta possibile ed è condotto congiuntamente con il Servizio sociale dei Comuni, sulla base di accordi esistenti o da stabilirsi;
- che Presso il PUA opera l'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), anch'essa integrata con il Servizio Sociale dei Comuni per le situazioni che richiedono erogazione di servizi e prestazioni da parte dei due Enti coinvolgendo figure professionali con competenze specifiche e per questo suo ruolo il PUA è anche la sede dell’integrazione socio sanitaria, ovvero la sede operativa in cui lavorano le famiglie professionali di entrambi i contesti, quello sanitario e quello sociale;
CONSIDERATO
- che Il PNRR e le riforme conseguenti improntano con decisione lo sviluppo dei sistemi di welfare verso il modello del welfare di comunità, incentivando i processi di sussidiarietà orizzontale, considerati fondamentali per la costruzione di servizi di prossimità adeguati ai bisogni, e che centrale, a questo proposito, è il ruolo attribuito alle CdC, articolazioni del sistema sanitario distrettuale, nella integrazione con il settore sociale e nella valorizzazione del ruolo della comunità, da costruire, in particolare, attraverso percorsi partecipativi di coprogrammazione e di coprogettazione, con gli enti del terzo settore, con lo scopo di riuscire a realizzare un sistema di servizi ed interventi aderenti ai bisogni della comunità ed ispirati, anche, alla logica della coproduzione;
- che pertanto risulta necessario che in ciascuna Azienda Sanitaria regionale venga identificato entro il 31/03/26 un nucleo multiprofessionale, sotto il coordinamento della Direzione dei Servizi sociosanitari, formato da diverse competenze (giuridico-amministrative, finanziario-economiche, di progettazione socio-sanitaria, di facilitazione e di mediazione, etc.) in grado di fornire supporto sia nella fase di attuazione delle procedure amministrative, volte a identificare e definire le azioni, i servizi e gli interventi, anche secondo le logiche della co-produzione;
- che ad oggi il PUA della CdC del Distretto del Livenza non corrisponde agli standard organizzativi né relativamente all’orario di attività orientato a facilitare l’accesso dell’utenza, con un’offerta organizzata su 6 giorni la settimana e orientativamente nella fascia oraria dalle ore 8.00 alle ore 18.00, né per la garanzia di presenza dell’Assistente sociale del SSC di riferimento in fasce orarie definite nell’ambito di appositi accordi e protocolli,
tutto ciò premesso si INTERROGANO il SINDACO e la GIUNTA al fine di conoscere
1) Se e quando sia stato formalizzato l’Atto di formalizzazione della “Cabina di Regia” e da quali soggetti risulti la stessa composta.
2. a) Se entro il 31/03/26 siano stati approntati sia l’accordo formale sulla governance e la gestione integrata della CdC sia il Piano per gli interventi per la nostra area distrettuale.
b) Se non siano stati ancora formalizzati, se il nostro Sindaco nel suo ruolo di Presidente dell’Assemblea dei Servizi Sociali Livenza Cansiglio Cavallo abbia provveduto a sollecito.
3. a) Se siano state definite le presenze dell’Assistente Sociale presso il PUA.
b) Se sì, in quali giorni e quali orari.
c) Se no, quando verranno definite.
4) Quando l’utenza del nostro Distretto potrà beneficiare di un PUA operativo 6 gg. la settimana possibilmente dalle 8.00 alle 18.00.
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