Chiusura accesso stazione da sud: esposto in Regione
Con la chiusura per i lavori del sottopasso ciclo-pedonale di viale Lacchin per due anni i pendolari residenti a sud non potranno più accedere ai binari. Si invia richiesta di intervenire con rfi all'Ass. regionale Cristina Amirante
NOTIZIE VARIE
Rossana Casadio
2/15/20264 min read
ALL’ATTENZIONE DELL’ASS. INFRASTRUTTURE E TERRITORIO
CRISTINA AMIRANTE
assessoreterritorio@regione.fvg.it
p.c. AL SINDACO di SACILE
CARLO SPAGNOL
Sacile, 20/02/2026
Oggetto: Grave pregiudizio alla qualità dei servizi resi alla cittadinanza durante i previsti lavori del cantiere per il sottopasso di viale Lacchin
Gent.ma Assessora,
Con la presente i consiglierI comunale di Sacile del gruppo consiliare Partito Democratico – Sacile Partecipata e Sostenibile, Del Col Patrizia, Casadio Rossana, Igne Franco e Leonardi Vita Maria, nonché i cittadini firmatari in rappresentanza delle frazioni del Comune di Sacile che si trovano a sud della linea ferroviaria Venezia - Udine, TOPALIGO, SCHIAVOI E CAVOLANO, espongono all’attenzione della S.V. quanto segue:
PREMESSO
che nel 2026 dovrebbero iniziare i lavori per la realizzazione del sottopassaggio ciclo-pedonale che porterebbe alla chiusura del passaggio a livello sito in viale Lacchin come riportato dall’Amministrazione comunale di Sacile;
che durante l’assemblea tenutasi in data 22/01/25 da parte dell’Amministrazione comunale con i cittadini residenti nella parte a sud della ferrovia è stato comunicato dal sig. Sindaco che per i futuri lavori per la chiusura del passaggio a livello al traffico e la realizzazione di un sottopassaggio ciclo-pedonale non sarà prevista alcuna possibilità di accedere direttamente a binari, e/o comunque alla stazione, ai pendolari provenienti da sud;
che al Consiglio Comunale tenutosi in data 19/03/25 in risposta all’interrogazione del gruppo consiliare PD-SPS sul problema in oggetto il Sindaco ha risposto che aveva sottoposto la questione a RFI;
che il presente testo è stato inviato in data 20/03/25 in forma di Esposto al Prefetto di Pordenone, in tal forma attenzionato e non sottoposto a rilievi;
che i residenti della parte sud, pendolari per scuola e per lavoro, sono notevolmente aumentati vista l’espansione dell’urbanizzazione negli ultimi 20 anni in tutta la zona comprendente le frazioni di Topaligo, Schiavoi e Cavolano e che il tratto stradale da sud raccoglie anche il traffico proveniente dal confinante Comune del Veneto;
che per molti pendolari non c’è nemmeno la scelta di usare l’automobile per vari motivi, come il fatto di possederne solo una per tutta la famiglia o il fatto di avere orari diversi tra componenti che hanno turni di lavoro e figli che vanno a scuola o all’Università, ecc;
che attualmente si può ipotizzare che l'edificio e l'area della stazione presentino svariate situazioni non più a norma rispetto agli standard relativi a sicurezza e accessibilità, tra cui proprio il sottopassaggio della stazione (larghezza ca. m1.90 e altezza ca. m2,05) che non permette ormai di eseguire in deroga un eventuale prolungamento con uscita sul lato sud e rimane uno dei pochi lungo questa linea ferroviaria per cui non si è provveduto ad aprire un secondo varco, come fatto a Pordenone con la realizzazione anche di un parcheggio a sud (previsto diversi decenni fa per Sacile ma mai realizzato);
che, l’accesso ai treni esclusivamente da p.zza Libertà significherebbe ancor maggior affollamento nell’unico sottopassaggio interno, rimasto tale dai tempi di costruzione della stazione e che, viste le condizioni in cui versa il medesimo sottopassaggio con la presenza fessurazioni e infiltrazioni d’acqua, in caso di chiusura per eventuale insorgere di problemi, non vi sarebbe alcun accesso ai binari;
che i lavori come annunciati dall’Amministrazione di Sacile potrebbero avere una durata di due anni per cui il lungo tempo richiesto andrebbe a compromettere gravemente la quotidianità di tutti coloro che per motivi di pendolarità accedono alla stazione ferroviaria di Sacile da sud e certamente si troverebbero ogni giorno anche in maggior ansia per il timore arrivare in ritardo;
che la via alternativa è un percorso altamente trafficato già oggi e, con la chiusura del passaggio a livello, subirà un ulteriore notevole carico di veicoli motorizzati (le aree parcheggio si trovano tutte a nord) e che metterà quindi in pericolo l’incolumità (incidenti) e la salute (polveri sottili) di chi per questo lungo periodo dovrà avventurarsi a piedi o in bici a compiere il giro obbligatorio per arrivare e tornare alla stazione, come esemplifica il seguente percorso: da via Bertolissi si percorre il tratto che porta alla rotatoria di Largo Monteverdi, si prosegue in via G. di Vittorio attraversando il sottopasso per raggiungere la rotatoria di via Ponte Lacchin, quindi si percorre via Ponte Lacchin fino al percorso ciclo pedonale lungo il perimetro del parcheggio dii un supermercato per sbucare su viale Lacchin e raggiungere la stazione; l’altro percorso porta verso ovest lungo via Topaligo e poi in via S.Francesco (strada per un tratto molto stretta tra due fila di case, poco illuminata e senza banchina laterale) che porta attraverso il sottopasso di via Topaligo, regolato a senso unico alternato da semaforo e così ripido che le biciclette vanno portate a mano, per sbucare in via Belluno (senza marciapiede) fino a via Don Milani, dove dal plesso scolastico “Deledda” in poi c’è un marciapiede fino al piazzale della stazione;
che quest’ultimo sottopasso è già stato soggetto ad allagamenti;
che, infine, l’ipotesi ventilata dall’Amministrazione di un servizio navetta per i pendolari da sud potrebbe non risultare compensativa per almeno due motivi: 1) gli orari dei pendolari tra partenze e rientri sono i più svariati e collocati in un arco dalla mattina presto alla sera tardi quindi la navetta dovrebbe andare su e giù ininterrottamente (costo e copertura turni autisti?); 2) il mezzo si troverebbe ugualmente imbottigliato nel percorso obbligatorio per tutto il traffico veicolare e non garantirebbe certo la coincidenza con i treni;
tutto ciò premesso i sottoscritti
CONFIDANDO nel ruolo che la S.V. ha nelle relazioni con Rete Ferroviaria Italiana, compresa la possibilità di richiedere provvedimenti volti a evitare un grave pregiudizio alla qualità dei servizi resi alla cittadinanza e, nel caso specifico, anche aggravio economico e messa in pericolo della salute,
C H I E D O N O
alla S.V. di intervenire affinché alla luce di quanto sopra esposto si possa ancora trovare in questo lasso di tempo e con lo sforzo convinto di tutti i soggetti coinvolti una soluzione che vada oltre la mera ottemperanza burocratica e porti invece ad un provvedimento che permetta l’accesso a piedi da sud unendo la dovuta tutela della sicurezza con la profonda comprensione delle esigenze di spostamento dei numerosi residenti pendolari per motivi di lavoro o di studio.
Ringraziando la S.V. per la cortese attenzione, porgiamo distinti saluti
f.to: Del Col Patrizia, Casadio Rossana, Igne Franco, Leonardi Vita Maria
E in allegato 10 cittadini in rappresentanza per ognuna delle tre frazioni a sud della linea ferroviaria
Contatti
Per comunicare con Rossana Casadio su Messenger .
Per commentare gli articoli partecipate al gruppo Sacile Partecipata e Sostenibile su facebook.
RIMANI AGGIORNATO
© 2024. All rights reserved.